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Smau Milano 2019, spingere sull’innovazione per rilanciare l’Italia digitale.

Smau Milano 2019, spingere sull’innovazione per rilanciare l’Italia digitale.

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L’Open Innovation per uscire dall’arretratezza digitale del nostro Paese. Questa è la sfida lanciata durante la tre giorni milanese all’insegna del motto: quando si parla di innovazione, muoversi lentamente equivale a non muoversi affatto.

La Redazione

400 espositori, 80 operatori internazionali, più di 70 casi di successo, la 56ma edizione di Smau si è conclusa, lo scorso 24 ottobre, con un impegno e una promessa: traghettare definitivamente l’Italia verso la sponda dell’Innovazione e dello sviluppo tecnologico digitale.

Numerosi gli eventi dedicati all’Open Innovation, a partire dalla presentazione della prima ricerca che analizza in modo sistematico e completo il fenomeno in Italia, curato da Mind the Bridge (un nome quantomeno evocativo e beneaugurante) in collaborazione con Smau. A questa importante ricerca è stato dedicato l’evento inaugurale che ha visto la partecipazione della sottosegretaria allo Sviluppo Economico Alessandra Todde.

Day by Day, gli appuntamenti di Smau:

  • Day 1: Open Innovation Outlook: Italy 2019, la prima fotografia complessiva sull’Open Innovation in Italia che restituisce una visione olistica, oltre i i termini economici, di come le imprese italiane si stanno muovendo.
  • Day 2: presentazione del rapporto Assintel 2020, un focus sul mercato ICT e digitale in Italia realizzato dall’Associazione Nazionale delle imprese ICT e digitali. Il rapporto evidenzia come gli investimenti in tecnologia disruptive crescono a ritmi 10 volte superiori a quelli per l’informatica tradizionale.
  • Day 3: è stato il turno della Data-Centric Innovation Conference di Intel, dove è stata illustrata la visione di Intel sui principali trend tecnologici che riguardano le aziende e le sfide per il futuro. Intel ha mostrato, tra le altre cose, anche come il 5G, l’intelligenza artificiale e le altre tecnologie sono impiegate con successo per rispondere alle opportunità di un mercato in continua evoluzione.

DAY 1

Open Innovation Outlook Italy 2019, la prima ricerca completa sul tema in Italia realizzata da Mind the Bridge in collaborazione con Smau, mostra come le imprese italiane si stiano finalmente aprendo all’Open Innovation. L’Italia si sta evolvendo nella direzione della digitalizzazione ma deve accelerare la velocità, perché quando si parla di Innovazione, muoversi lentamente significa non muoversi affatto.

L’Open Innovation Outlook Italy 2019 condotta da Mind the Bridge e Smau, indica che le imprese italiane stanno guardando in misura crescente alle startup in un percorso volto a colmare il divario con il resto d’Europa.

“Le imprese innovative crescono due volte più rapidamente. Tuttavia, le aziende europee e italiane investono meno nell’innovazione rispetto al resto del mondo – ha commentato Pierantonio Macola, Presidente di SMAU durante i saluti – La collaborazione startup-corporate potrebbe sia aiutare le grandi e medie aziende a innovare e a crescere. Ecco perché è fondamentale monitorare il livello di Open Innovation e startup-corporate collaboration delle imprese italiane. Mind the Bridge è stato il partner ideale per questo tipo di analisi”

La ricerca, illustrata da Alberto Onetti, Chairman di Mind the Bridge, mira a comprendere l’attitudine delle aziende italiane all’Open Innovation e come queste si confrontino con i leader internazionali dell’innovazione.

“Abbiamo implementato la nostra metodologia, che abbiamo adottato da diversi anni su scala internazionale, su centinaia di aziende italiane di diverse dimensioni operanti in diversi mercati, per verificare la loro disposizione all’Open Innovation – ha spiegato Alberto Onetti  Questa metodologia misura sia fattori interni che consentono l’innovazione – come strategia, organizzazione, processi, cultura – sia azioni concrete attuate e risultati raggiunti, come accelerazione di startup, procurement, co-development, investimenti e acquisizioni. L’analisi mostra, con poche eccezioni, un divario sostanziale tra le aziende italiane e i leader internazionali dell’innovazione”.

Dando uno sguardo alla Matrice di Open Innovation Readiness, emergono 4 tipologie di approcci:

  • Open Innovation NEWCOMER: aziende che si sono appena avvicinate all’Open Innovation e di conseguenza non hanno strutture dedicate 
  • Open Innovation TRAILBLAZER: aziende che hanno avviato azioni di Open Innovation senza tuttavia avere piani e strutture dedicate.
  • Open Innovation CHALLENGER: aziende che si stanno strutturando per lavorare con le startup ma che devono ancora produrre risultati.
  • CORPORATE STARTUP STAR: aziende propriamente strutturate che producono risultati concreti in termini di collaborazione con le startup (collaborazioni commerciali, investimenti, acquisizioni).

Dall’analisi emerge chiaramente come le principali aziende italiane si stiano appena affacciando al mondo delle start-up e che hanno appena iniziato a organizzarsi per poter fare innovazione in modo strutturato.

“La nostra analisi fotografa la situazione attuale che è quella di un sistema industriale che si è appena affacciato all’Open Innovation e alla collaborazione con le startup. – ha aggiunto Alberto Onetti – Ci attendiamo che nei prossimi anni un numero crescente di imprese possa spostarsi in alto e a destra nella matrice. Ciò richiede di attrezzarsi con strategie e strutture dedicate e soprattutto di adottare un approccio di scouting su scala internazionale. Difatti l’ecosistema italiano delle startup è ancora troppo poco maturo per poter supportare i bisogni di innovazione delle nostre imprese che di necessità devono guardare al resto d’Europa, agli Stati Uniti e a Israele.” 

La buona notizia è che l’Open Innovation e la collaborazione startup-corporate sono ora all’ordine del giorno di molte aziende italiane – ha aggiunto Pierantonio Macola, Presidente di SMAU – È in gioco la sostenibilità dell’intero settore industriale italiano che, senza innovazione, è concretamente a rischio di essere spazzato via. Tuttavia, fare Open Innovation non è semplice, date le differenze di dimensioni e cultura tra aziende e startup”.

Con uno sguardo più approfondito ai dati, emergono infine tre punti interessanti sullo stato dell’Open Innovation in Italia: 

  1. Le grandi società sono attualmente i soggetti più attivi nell’Open Innovation, mentre, tranne in alcuni casi, il mondo delle PMI è ancora poco coinvolto.
  2. Molte aziende italiane hanno intrapreso il loro percorso di Open Innovation ma per molte si tratta di azioni più di tipo “marketing e comunicazione” piuttosto che azioni strutturate con obiettivi chiari, risorse e budget dedicati.
  3. Le aziende del settore Energy e Banking sono attualmente gli attori in prima linea sull’Open Innovation.

“È corretto dire che l’ecosistema italiano delle startup sta facendo grandi progressi. Tuttavia, il mondo non resta a guardare e l’Italia si sta muovendo ancora troppo lentamente. – ha concluso Alberto Onetti – E, nel contesto attuale, muoversi lentamente equivale a non muoversi affatto”.

DAY 2

See Also

La presentazione dell’Assintel Report 2020 sulla spesa ICT delle aziende italiane, e la Finale 2019 di Open Italy hanno caratterizzato la seconda giornata della 56ma edizione di Smau.

Evoluzione digitale e co-innovation: sono stati questi i filoni della seconda giornata della 56ma edizione di Smau.

La trasformazione digitale guida la spesa degli investimenti ICT delle aziende italiane, che vale complessivamente 31 miliardi di euro. Un trend che riguarda sia le tecnologie più innovative che quelle “basilari”: crescono con percentuali elevatissime, infatti, realtà aumentata e virtuale (+160,5%) e wearable (116,2%), percentuali positive a due cifre per IoT e intelligenza artificiale, e continuano a crescere anche cloud e big data&analytics. È quanto emerge dall’Assintel Report 2020, la ricerca sul mercato ICT e Digitale in Italia, realizzato da Assintel insieme alla società di ricerca indipendente IDC Italia: alla presentazione del report ha partecipato la neoletta Presidente Assintel Paola Generali.

Link al comunicato sull’Assintel Report 2020: https://www.assintel.it/sala-stampa-2/assintel-report-linformation-technology-italiana-raddoppia-la-crescita-nonostante-la-stagnazione-del-pil/

DAY 3

Ultimo giorno oggi per la 56ma edizione di Smau, che si è chiuso con la presentazione del quarto Osservatorio Open Innovation e Corporate Venture Capital.

È stato uno Smau all’insegna delle smart communities, con tantissime idee e soluzioni per vivere al meglio e in sicurezza la città e il territorio. E anche un Smau un po’ “pop”, con molti prodotti già pronti per il mercato consumer. Ma tutti i settori produttivi sono stati rappresentati dal meglio dell’innovazione “made in Italy”. Intelligenza artificiale, tradotta soprattutto in chatbotrealtà aumentata e virtuale e IoT si confermano tecnologie dominanti, che stimolano l’inesauribile creatività degli innovatori.

“In questa 56ma edizione di Smau abbiamo visto diversi indicatori, qualitativi e quantitativi, che dicono la stessa cosa: l’Open Innovation è un percorso che le aziende italiane hanno intrapreso con decisione, finalmente potremmo anche aggiungere, e non si torna indietro”, commenta Pierantonio Macola, Presidente Smau. “I dati della quarta edizione dell’Osservatorio rendono evidente un ulteriore aspetto: sono le startup con un investitore corporate quelle che crescono di più sia in termini di fatturato che di occupazione. Creare, quindi, occasioni di incontro fra aziende e startup è fondamentale e a Smau siamo orgogliosi del lavoro che portiamo avanti in questo senso”.

Potete visualizzare tutte le startup presenti a Smau 2019 in questa mappa: bit.ly/startupSmau2019.

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