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Terzo settore e digital transformation: quando la cooperazione incontra la tecnologia.

Terzo settore e digital transformation: quando la cooperazione incontra la tecnologia.

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Ong 2.0: dall’uso avanzato dell’IT nascono cose buone per i più deboli.

di Giovanni Pugliese

In fase definitoria, il terzo settore pare non venga collocato né all’interno del mercato né all’interno della struttura statale.

Di fatto, tutte quelle organizzazioni o enti che si collocano ed operano in determinati settori quali volontariato, servizi civili, imprese sociali, ex attività di Onlus e che oggi vengono chiamate semplicemente Ong, non sono “enclave” lontane dalla realtà socio-economica; anzi, esse sono parte costituiva del tessuto sociale, economico e politico di un Paese e, grazie all’innovazione tecnologica e alla trasformazione digitale, sono parte integrante dei sistemi socio-economici e politici in maniera ben definita e anche borderless.

Una volta chiarito questo aspetto, c’è da dire che le Ong, oggi, si sono decisamente evolute nell’ambito della cooperazione internazionale, proprio grazie alle nuove tecnologie ICT.

Una di queste organizzazioni è Ong 2.0, un hub online dove cooperazione e web hanno trovato un validissimo punto di incontro.

La visione di Ong 2.0 è riassunta nel loro manifesto:

Un progetto che nasce per formare una nuova generazione di persone capaci di vivere il web, comunicare, collaborare e coordinarsi in rete, sperimentando una cooperazione allo sviluppo innovativa.

La nostra visione?

Una cooperazione che è vera collaborazione paritaria tra persone, associazioni, imprese, enti e istituzioni che attraverso internet scambiano esperienze e competenze per trovare nuove soluzioni ai problemi sociali sui propri territori.

4 parole chiave ispirano la cooperazione in cui crediamo

open: tutti i dati dei progetti di cooperazione internazionale devono essere rilasciati in formato aperto su web per facilitare la messa in comune, il riutilizzo e la capitalizzazione di competenze ed esperienze

sustainable: le tecnologie impiegate devono essere il più possibile open source, autoprodotte, a basso costo, derivate dal riciclo di materiali accessibili e dall’utilizzo di energie rinnovabili

social: i progetti devono essere costruiti in modo partecipativo, portati avanti e discussi con la propria comunità online (e offline) prima, durante e dopo la loro realizzazione

widespread: la cooperazione allo sviluppo è di tutti. Web e applicazioni ICT possono annullare le distanze fisiche e – se ben usate –  sostenere il protagonismo attivo di tutti gli stakeholder di un progetto in qualunque parte del mondo

Oggi Ong 2.0 è una community e un centro di formazione online per l’uso avanzato del web e delle ICT nella cooperazione internazionale allo sviluppo.

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È in continua evoluzione insieme all’evolvere delle tecnologie. E alle idee di chi vuole farne parte.

Un manifesto che, nelle intenzioni, usa le leve tecnologiche per rendere più capillare gli interventi a favore del cooperativismo sociale a partire dalla formazione. Abbiamo chiesto alla dottoressa Silvia Pochettino Founder e CEO di Ong 2.0, Cosa aggiunge, rispetto al lavoro sul campo, l’Innovation Technology all’attività di cooperazione?

Silvia Pochettino, Founder and CEO Ong 2.0

Può aggiungere moltissimo poiché la tecnologia digitale, in particolare, è un potenziatore per il raggiungimento degli obiettivi di una attività, di un progetto, quindi potenzia lo scambio di informazioni, potenzia anche il dialogo multidirezionale tra diversi soggetti. La tecnologia non è mai un fine ma un validissimo strumento che si rivela determinante nello sviluppo dei progetti sociali. Il nostro lavoro sta proprio nel sostenere gli enti che fanno attività sociale, i cooperanti che stanno sul campo a conoscere maggiormente le potenzialità gli strumenti esistenti e a utilizzarli nelle loro attività sociali.

ONG 2.0 punta molto sul piano della formazione, come avete pensato di organizzare l’e-learning a distanza laddove mancano le infrastrutture mobile?

 Noi lavoriamo molto sulla formazione perché l’obiettivo è quello di sostenere color che lavorano sul terreno, in ambito sociale, ad avere le conoscenze e le competenze per utilizzare al meglio gli strumenti disponibili, non lavoriamo direttamente nei Paese più poveri dove manca la connessione internet, lavoriamo con gli operatori che poi, a loro volta, fanno attività sul campo. Abbiamo studiato molte soluzioni tecniche per poter raggiungere le persone laddove non c’è connessione e poter sviluppare dei progetti sia in campo sanitario che agricolo che di formazione attraverso il semplice strumento del telefono anche di vecchia generazione, non smartphone, cioè i telefoni non connessi in rete. Abbiamo molti esempi di questo tipo anche utilizzati da grandi enti come l’UNICEF e altre agenzie delle Nazioni Unite o anche da piccole e medie organizzazioni umanitarie. Il sistema è quello di connettere un gruppo di telefoni di prima generazione con un computer centrale corredato da un software che gestisce i dati generati da questi telefoni. Il software permette l’invio e la raccolta di messaggi a questa comunità di telefoni. Questo può servire in tantissimi modi: si può fare educazione e alfabetizzazione attraverso il telefono; i messaggi possono essere anche vocali quando c’è un problema di analfabetismo; in campo sanitario, ad esempio, vengono monitorate le fasi della gravidanza e prima maternità delle donne che hanno difficoltà ad accedere ai servizi ospedalieri facendo un vero e proprio monitoraggio a distanza sulla condizione di salute della partoriente o della neomamma attraverso i vecchi sms. Il software serve proprio a programmare, attraverso sistemi di chatbot, il flusso di messaggi da e verso queste pazienti.

Nello specifico, in cosa consiste l’attività di Ong 2.0.

Ong 2.0 è una piattaforma di studio, informazione e formazione sulle ICT per lo sviluppo, quindi tecnologia digitale finalizzata a progetti di sviluppo e progetti sociali. Siamo sostenuti da un network di Ong, ma facciamo molta formazione per tutti coloro che sono interessati a queste tematiche, dopodiché sono gli operatori sul terreno che realizzano i progetti partendo proprio dalle competenze acquisite. Il network Ong 2.0 è un network misto tra Ong, quindi associazioni che fanno cooperazione in vari Paesi del mondo così come anche in Italia, ed enti specializzati nell’uso dell’ICT. Lavorare insieme aiuta a capire da una parte quali sono i problemi e le esigenze dei progetti sociali e dall’altra quali sono i problemi e le esigenze in ambito strettamente tecnologico. La nostra attività di informazione e formazione, infine, non è solo rivolta al gruppo di enti che costituisce Ong 2.0, ma è anche aperta a tutti coloro che vogliono seguire le tematiche specifiche della nostra organizzazione.  

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