Bitcoin a 20K? Si, secondo il fondo Guggenheim. Ma poi….

Scott Minerd: I mercati parabolici non sono sostenibili, e questo è uno dei motivi per cui penso che Bitcoin sia andato un pò troppo avanti nella sua tendenza a lungo termine.

Redazione Economia. Foto di Gabby K 

La dichiarazione è del CIO del Fondo Guggenheim che avverte che BTC è in una bolla speculativa e che all’orizzonte potrebbe esserci una massiccia marcia indietro.

Peccato che a novembre 2020 la società aveva annunciato l’acquisto di 500 milioni di dollari in Bitcoin e che lo ha fatto. Ma quali sono le attività del Fondo Guggenheim?

Guggenheim Partners è una società di servizi finanziari di consulenza e investimento globaleSi occupa dal 1999 di servizi bancari d’investimento, gestione patrimoniale, servizi sui mercati dei capitali e servizi assicurativi. L’azienda ha sede a New York City e Chicago con 2.400 dipendenti dislocati in 17 città negli Stati Uniti, in Europa e in Asia.

Tornando alla testimonianza di Minerd sul possibile crollo di BTC, il CIO ha dichiarato alla CNN:

La moneta digitale per eccellenza è stata coinvolta nella stessa bolla speculativa in cui è entrato Gamestop. Presto potremmo vedere Bitcoin tornare ad attestarsi intorno ai 20/30 mila dollari.

Questa dichiarazione fa letteralmente a pugni con i massicci investimenti di Guggenheim in criptovalute e in Bitcoin in particolare ed è stato lo stesso Minerd che, nella stessa intervista, è passato da una posizione decisamente ribassista ad un atteggiamento piuttosto consolatorio nei confronti di coloro che stanno tentando di afferrare l’ultima maniglia dell’ultimo vagone dell’ultimo treno delle valute digitali.

Infatti, Minerd ha parlato di investimenti comunque redditizi, anzi molto redditizi se guardiamo ad un intervallo temporale di 10/15 anni. D’altronde, è stato proprio questo stesso lasso di tempo che ha fatto passare BTC da pochi dollari a oltre 60K. Il tempo ha avuto e avrà ancora una volta ragione sull’importanza e il peso epocale della blockchain e delle criptovalute.

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