Bob Wilson: 80 anni… all’avanguardia.

Sabato 16 ottobre MEET Digital Culture Center dedica l’intera giornata a uno degli artisti visivi e teatrali più importanti al mondo. Alle 18.30 Wilson inconterà personalmente il pubblico nel celebre format Meet the Media Guru.

Redazione.

Per celebrare l’ottantesimo compleanno del celebre artista, regista e drammaturgo statunitense, MEET Digital Culture Center, il Centro Internazionale per l’Arte e la Cultura Digitale nato a Milano con il supporto di Fondazione Cariplo, organizza, sabato 16 ottobreun’intera giornata dedicata a Bob Wilson. L’iniziativa si sviluppa in collaborazione con Change Performing Arts, la struttura produttiva creata e diretta da Franco Laera che da oltre quaranta anni affianca l’artista americano in tanti progetti in tutto il mondo.

La giornata si aprirà con una maratona di proiezioni di opere iconiche di Wilson: dalle ore 10.00 nel MEET Theater sarà possibile rivedere in successione alternata due suoi spettacoli iconici che lo hanno visto personalmente in scena, come Hamlet: a monologue del 1995 e Krapp’s last tape del 2009.

Alle 18.30 Bob Wilson incontrerà personalmente il pubblico nel format Meet the Media Guru, il programma di incontri con i più importanti protagonisti della cultura, dell’arte e della scienza del nostro tempo ideato da Maria Grazia Mattei. L’ingresso è gratuito, previa prenotazione

Durante il talk serale, Wilson parlerà della sua esperienza artistica iniziata fin dalla fine degli anni sessanta, e in particolare del suo rapporto con la realtà teatrale italiana, a partire dalle mitiche apparizioni nel garage romano nel 1973.

Si può indicare come inizio del suo percorso il 1962, quando da Waco in Texas si trasferisce a New York per iscriversi al Pratt Institute; oppure il 1966, quando avvia la Byrd Hoffman School, il suo primo laboratorio delle arti al 147 di Spring Street; oppure ancora il 1970, quando sorprende addetti ai lavori e grande pubblico con Deafman glance al Festival d’Automne di Parigi. In ogni caso, è da più di mezzo secolo che Robert Wilson non smette di stupirci con la sua straripante creatività che – unita al suo personale rigore stilistico – ancora oggi continua a sorprendere, attraversando e contaminando tutti i linguaggi della contemporaneità.

Wilson ha sempre avuto un rapporto molto intenso con l’Italia, dalle apparizioni nel garage romano dove Achille Bonito Oliva lo aveva invitato nell’ambito di Contemporanea nel 1973 e poi dal primo incontro con il CRT a Milano nel 1976. Da allora molti suoi spettacoli di successo sono nati in Italia per l’iniziativa e la produzione di Change Performing Arts. Da ultimo Oedipus ha debuttato al Festival del Teatro Antico di Pompei nel 2018, poi riallestito per  lo straordinario Teatro di Epidauro nel 2019 e presentato dopo la pandemia  solo pochi giorni fa al Festival di Budapest.

Wilson è ora atteso a Milano con una mostra-installazione su Jack Kerouac e su On the road, il romanzo iconico della Beat Generation, e a Roma con il nuovo spettacolo che nasce dalla collaborazione con Lucinda Childs sulle musiche di Pulcinella suites di Stravinsky, che debutterà in giugno al Parco della Musica.

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