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Certificato verde digitale: chiesti chiarimenti sugli strumenti di facilitazione del viaggio.

Certificato verde digitale: chiesti chiarimenti sugli strumenti di facilitazione del viaggio.

Martedì i deputati hanno interrogato il Commissario Reynders sul certificato verde digitale recentemente proposto e hanno discusso gli aspetti della protezione dei dati con il GEPD.

Redazione.

Nella commissione per le libertà civili martedì, il commissario per la giustizia Didier Reynders ha sottolineato l’obiettivo della proposta di facilitare la libera circolazione e la non discriminazione dei cittadini dell’UE durante la pandemia. Prevede la creazione di certificati digitali o cartacei gratuiti sulla vaccinazione, i test e il recupero COVID-19 e sarebbe limitato alla pandemia, ha sottolineato.

Reynders ha rassicurato i deputati sul fatto che la Commissione è pronta a completare i necessari lavori infrastrutturali tecnici entro la fine di giugno e che il certificato non si tradurrà in una banca dati centrale creata a livello dell’UE.

Certificato per facilitare la libera circolazione senza discriminazioni

Diversi deputati hanno messo in guardia contro il fatto che il certificato diventi una precondizione “de facto” per viaggiare in Europa, minando il suo scopo previsto di facilitare la libera circolazione. Hanno esortato la Commissione a rimanere vigile e ad applicare la libera circolazione di fronte a potenziali mosse da parte degli Stati membri.

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I deputati hanno inoltre sottolineato la mancanza di consenso sulla questione dell’immunità acquisita e hanno rilevato che la Commissione dovrà tenere conto dei futuri sviluppi scientifici e degli standard internazionali durante la progettazione del certificato. Nella discussione è stata anche sollevata la situazione di coloro a cui sono stati vaccinati vaccini non attualmente riconosciuti dall’EMA.

Diversi deputati al Parlamento europeo hanno chiesto chiarimenti sulla relazione tra il certificato UE e iniziative nazionali simili ma separate negli Stati membri considerando i propri certificati sanitari. Altri eurodeputati hanno anche sottolineato che i cittadini hanno urgente bisogno di accedere a test PCR a prezzi accessibili per evitare potenziali discriminazioni nei confronti di coloro che non sono stati vaccinati

Il garante europeo della protezione dei dati Wojciech Wiewiórowski, ha presentato al comitato il parere congiunto del GEPD e del comitato europeo per la protezione dei dati sulla proposta della Commissione. I deputati hanno sottolineato la necessità di avere elevati standard di protezione dei dati in linea con le norme dell’UE sulla protezione dei dati e sulla privacy fin dalla progettazione in soluzioni tecniche, nonché definizioni chiare di chi è responsabile della raccolta e del trattamento dei dati.

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