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CryoSat getta nuova luce sul più grande ghiacciaio dell’Antartide.

CryoSat getta nuova luce sul più grande ghiacciaio dell’Antartide.

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La perdita di parti del ghiacciaio di Pine Island ha contribuito all’innalzamento del livello del mare negli ultimi quaranta anni più di qualsiasi altro ghiacciaio dell’Antartide. Tuttavia, il modo in cui questo enorme ghiacciaio si sta assottigliando è complesso e getta nell’incertezza sul suo futuro e sull’eventuale continuo innalzamento del livello del mare.

La redazione.

Grazie alla missione CryoSat dell’ESA, gli scienziati sono stati ora in grado di gettare nuova luce su questi complessi movimenti glaciali in cui si perdono grandi quantità di ghiaccio in mare.

Sebbene il Pine Island Glacier sia uno dei sistemi glaciali più profondi in Antartide, diverse proiezioni di modelli matematici di future eventuali perdite di massa di ghiaccio, danno risultati contrastanti; alcuni suggeriscono che la perdita di massa potrebbe aumentare notevolmente nei prossimi decenni, determinando un contributo in crescita del livello del mare, mentre altri mantengono un atteggiamento più moderato.

Identificare quale sia il comportamento più probabile è importante per comprendere il futuro innalzamento del livello del mare e, come questa parte così vulnerabile dell’Antartide, si evolverà nei prossimi decenni.

In un articolo pubblicato su Nature Geoscience, gli scienziati dell’Università di Bristol, nel Regno Unito, hanno descritto come hanno usato le informazioni di CryoSat. Essi hanno scoperto che il modello di perdita di ghiaccio si sta evolvendo in modi complessi, sia nello spazio che nel tempo. Il tronco centrale del ghiacciaio, per esempio, ha visto diminuire le perdite di circa un quinto negli ultimi 13 anni. Un dato quindi in controtendenza.

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Questi nuovi risultati suggeriscono che una rapida migrazione della linea di terra, il luogo in cui il ghiaccio a terra incontra per la prima volta l’oceano, è improbabile nei prossimi decenni. I risultati dimostrano che il ghiacciaio continuerà a perdere massa, ma non a velocità molto maggiori rispetto a quelle attuali.

Tutti questi rilevamenti al suolo sono frutto dell’analisi ad alta quota del satellite CryoSat dell’ESA:  Tommaso Parrinello, responsabile della missione CryoSat ha detto: “In aprile CryoSat compirà ben  10 anni dal suo lancio, e ha superato di gran lunga la sua vita prevista. Tuttavia, continuiamo ad essere orgogliosi del contributo che sta dando alla scienza. CryoSat ha contribuito a chiarire la situazione sul ghiacciaio di Pine Island, che non è solo importante per la nostra conoscenza scientifica, ma per la salvaguardia di tutti. “

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