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Ecco come mi hanno fatto diventare un vent’enne

Ecco come mi hanno fatto diventare un vent’enne

Il digitale ha ringiovanito Will Smith in “Gemini Man”, Robert De Niro e Al Pacino e  in “The Irishman”. I risultati? Buoni ma migliorabili.

di A.S.

Si chiama Facets il sistema digitale della società neozelandese WETA DIGITAL, utilizzato per il de-aging nel cinema, che ha rivoluzionato il modo in cui viene scansionato nei dettagli ciò che di più deformabile c’è al mondo: il volto umano.

Il digital device cattura anche le più piccole sfumature facciali di un attore, capisce come si sono mossi i muscoli e quindi li mappa e li riproduce su personaggi virtuali. Facets è in grado di essere applicato a numerosi attori sul set, e consente di mappare e campionare il corpo di ciascuno di essi. Ciò significa che il regista ha la possibilità di dirigere l’azione più o meno come farebbe in una produzione dal vivo.

Facets ha dato vita a Junior nell’ultimo film con Will Smith, “Gemini Man”, ringiovanendo di 30 anni il “Principe di Bel Air” con risultati più che accettabili. Il de-aging di Will Smith ha impiegato oltre 500 persone di 6 diverse società e centinaia di ore di lavorazione. Tra le aziende coinvolte, la neozelandese WETA DIGITAL che, col suo software “Massive” aveva, nel recente passato, creato Gollum nella saga “Il Signore degli anelli”.

In “Gemini Man”, la produzione è partita da alcune immagini dell’attore da giovane. In particolare sono stati campionati i fotogrammi della sitcom “Willy – Il Principe di Bel Air” dove Will Smith recitava. In una fase successiva, l’attore è stato ripreso, così com’è adesso, con la tecnica digitale Facets che ha mappato i movimenti dei muscoli facciali, calcolato le distanze tra occhi, orecchie, zigomi, etc., e immagazzinato tutte le espressioni possibili. L’acquisizione dei dati del viso di Will Smith di oggi sono stati “sovrapposti” a quelli del “Principe di Bel Air” di ieri dando vita a Junior, il coprotagonista digitale di “Gemini Man”.  (Video) (Trailer)

Facets è stato utilizzato per i principali progetti di acquisizione del viso per Avatar, Le avventure di Tintin, La trilogia di Hobbit e La trilogia del pianeta delle scimmie.

Un altro esempio di de-aging è quello proposto in The Irishman. Qui, ad essere ringiovaniti, sono stati tre mostri sacri del cinema di tutti i tempi: Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci. (Video)

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Inizialmente, il regista Martin Scorsese, non era tanto convinto di ringiovanire il suo cast con la tecnica digitale. Poi, anche lui, si è lasciato sedurre dalla qualità de-aging offerta dal digitale. In questo caso, è stata la Industrial Light & Magic a fare un look giovanile agli attori protagonisti del film con la tecnica CGI (computer-generated imagery).

Sviluppato originariamente da Disney Research, il sistema continua ad essere migliorato da ILM e utilizzato con successo in molte produzioni cinematografiche. Il sistema offre un’acquisizione del viso senza ad alta fedeltà, per pose statiche o in movimento.

Tuttavia, la tecnica digitale de-aging non è propriamente innovativa. Diciamo che è migliorata rispetto agli esordi che risalgono al 2006 col film X Men: the last stand. Successivamente, tanto per citarne solo alcuni, sono stati girati con la stessa tecnica: Il curioso caso di Benjamin Button nel 2008; Terminator Salvation nel 2009; Tron Legacy nel 2010; Lo Hobbit del 2013; I pirati dei Caraibi: Dead Men tell no tales del 2017.

E’ fuori di dubbio che, la tecnologia digitale è oramai lontana tanto così dalla creazione di personaggi virtuali indistinguibili da quelli reali.

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