I nuovi droni salvavita.

Grazie alla tecnica di machine learning è possibile distinguere i corpi a terra ancora vivi da quelli deceduti.

La redazione.

A seguito di catastrofi naturali o provocate dall’uomo, l’impiego dei droni è stato fondamentale sia per mappare il territorio interessato dall’evento distruttivo si per aiutare i soccorritori a trovare possibili sopravvissuti. Ora, un nuovo sistema digitale, porta la tecnologia dei droni ad un livello successivo: l’analisi automatica e precisa delle riprese dall’alto per determinare se le persone individuate sono ancora vive.

Stiamo utilizzando la visione artificiale e ciò che stiamo cercando sono piccoli cambiamenti associati al movimento, il  ritmico della respirazione anche minima“, afferma Javaan Chahl, ricercatore di sistemi di sensori dell’Università del South Australia e autore senior di uno studio che descrive tale procedura di Telerilevamento.

Il sistema utilizza l’apprendimento automatico che analizza un video di 30 secondi di un corpo umano, misurandone i cambiamenti della regione toracica in cui avviene il movimento anche se appena percettibile. Il sistema, quindi, determina se i cambiamenti di intensità sono compatibili con quelli di una persona viva e che respira. I ricercatori hanno testato il sistema su filmati di nove soggetti: otto esseri umani viventi e un manichino con parrucca e trucco.

I soggetti del test non erano coperti, tuttavia Chahl afferma che il sistema potrebbe funzionare anche su corpi parzialmente coperti da macerie, purché i loro toraci siano visibili.  Chahl afferma onestamente che la versione attuale del sistema ha dei limiti. “Al moneto il drone, sorvolando su un corpo scoperto, riesce a individuare i movimenti della respirazione“, dice. “Non sono proprio gli scanner perl’individuazione dei segni vitali stile Star Trek!”.” Tuttavia, ora che il concetto di base è stato dimostrato, Chahl spera di svilupparlo ulteriormente.

(all credits by Scientific American)

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