Il centralino in Cloud può fare la differenza anche in termini di impatto ambientale.

Voxloud lancia una campagna di rottamazione dei vecchi hardware al fine di sensibilizzare le aziende sull’adozione della tecnologia Cloud.

Redazione.

L’emergenza sanitaria da un lato sta velocizzando il processo di digitalizzazione in diversi settori dell’economia, ma dall’altro rischia di offuscare l’attenzione dei cittadini e della classe politica nei confronti del cambiamento climatico e, più in generale, sulle tematiche ambientali.

Solo negli ultimi anni infatti i temi green e la salvaguardia dell’ambiente sono diventati più presenti e centrali nelle diverse agende politiche: un risultato importante che rischia oggi di perdere la sua incisività a fronte della centralità di altre priorità.

Come azienda innovativa che lavora ormai da anni nel settore delle telecomunicazioni sentivamo l’esigenza, oggi più che mai, di contribuire nel nostro piccolo alla salvaguardia dell’ambiente” – spiega Leonardo Coppola, founder e CEO di Voxloud – “Complice anche la crescita del Cloud in Italia in questi ultimi mesi, volevamo ancor di più associare a questa tecnologia un messaggio importante: utilizzare uno strumento che permette non solo di essere più efficienti quanto anche di impattare notevolmente meno sulla salute del nostro Pianeta”.

Voxloud (https://www.voxloud.com/it/)è la prima azienda in Italia a sviluppare e vendere sul mercato nazionale una soluzione di centralino telefonico interamente in Cloud. Una vera e propria piccola rivoluzione nel settore italiano delle telecomunicazioni che si colloca tra le innovazioni che hanno avuto maggiore risonanza nel periodo di lockdown, accanto a tutte le applicazioni per la gestione delle comunicazioni tra i dipendenti e per l’organizzazione del flusso di lavoro interno all’azienda, in tempi di smart working quasi obbligato. La soluzione proposta da Voxloud si inserisce nel campo della tecnologia Cloud che, stando agli ultimi numeri resi noti dall’Osservatorio Cloud Transformation promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, è cresciuta in Italia nel 2020 del +21% per un valore di mercato pari a 3,34 miliardi di euro.

La crescita del Cloud in Italia rappresenta un segnale positivo, non solo per lo stato di avanzamento digitale del Paese, ma soprattutto per i suoi effetti in termini di impatto ambientale.

Nel caso del centralino in Cloud, non essendoci un supporto fisico l’impatto sull’ambiente è più contenuto” – prosegue Coppola – “Inoltre rispetto ad un software tradizionale si aggiorna da solo, senza interventi di personale tecnico e loro relativi spostamenti, e senza un server proprietario che consuma energia e deve essere sottoposto a costante manutenzione”.

Impatto ambientale del centralino: scegliere il Cloud con un occhio all’ambiente

Si stima che il ciclo di vita medio dell’hardware di un centralino, di vecchio stampo, sia intorno ai 5 – 7 anni. Se poi un’azienda o PMI, per altre esigenze, decide di innovare i sistemi o le piattaforme, come ad esempio software o hardware come computer e server, necessariamente la durata dei centralini aziendali attuali si riduce ulteriormente.

C’è da considerare inoltre che, soprattutto per le aziende che utilizzano diversi dispositivi e non un singolo telefono, un ciclo di vita così breve comporta un aumento nel consumo e quindi di produzione dei centralini hardware, con conseguenze ambientali lungo tutta la filiera. Dalle materie prime da reperire alle fabbriche che devono produrre, dal trasporto e dalla logistica che contribuiscono ad inquinare con i vari veicoli utilizzati.

In ultimo da aggiungere a questo aspetto anche quello dello smaltimento che, nel caso di centralini aziendali hardware, rientra, come tutti i dispositivi elettronici, in quello di tipo RAEE. È importante sottolineare come il problema principale di simili rifiuti sia la presenza di diverse sostanze tossiche per l’ambiente, oltre al fatto che si tratta di apparecchi non biodegradabili e, di conseguenza, il loro abbandono o errato smaltimento contribuisce in modo considerevole all’inquinamento.

Lavorando da sempre nel settore Telco sappiamo bene come spesso simili strumenti vengano abbandonati e mai veramente smaltiti seguendo le giuste modalità: per questo con Voxloud ci impegniamo personalmente a ritirare e smaltire vecchi centralini, ormai desueti, incentivando la sostituzione con la tecnologia in Cloud più ‘pulita’” – spiega Coppola.

Voxloud ha appena lanciato la possibilità per aziende e PMI di passare ad un sistema di centralino in Cloud, occupandosi in prima persona della rottamazione di vecchi apparecchi come centralini telefonici fisici, telefoni da scrivania VoIP/IP e telefoni da scrivania analogici. L’obiettivo di questa attività portata avanti dall’azienda è duplice: sensibilizzare sugli effetti che i vecchi hardware smaltiti in modo errato hanno sull’ambiente e, allo stesso tempo, sottolineare gli aspetti più vantaggiosi del Cloud anche in termini ecologici stimolando la sua adozione anche attraverso dei voucher per testare la tecnologia. I centralini in Cloud infatti, digitalizzando completamente l’infrastruttura, consentono di diminuire drasticamente la presenza di apparecchiature hardware nelle aziende, sollevando le stesse dal loro futuro smaltimento.

In questo momento storico il Cloud sta finalmente emergendo come un alleato importante delle PMI, per supportarle non solo nelle trasformazioni strutturali alle quali stanno andando incontro dal punto di vista dei processi di lavoro, ma soprattutto per rafforzarne produttività, rapidità ed efficienza, pur lavorando in molti casi da remoto” – conclude Coppola – “Ci piace inoltre sapere che una simile rivoluzione tecnologica va’ di pari passo con la maggior consapevolezza nei confronti dell’ambiente e del fatto che non possa esserci una vera innovazione senza la tutela del Pianeta dove viviamo”.

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