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Il citofono intelligente “Ring” ha fornito dati degli utenti a Facebook e Google.

Il citofono intelligente “Ring” ha fornito dati degli utenti a Facebook e Google.

Secondo una indagine di EFF, l’app Ring tracciava dati per terze parti e inviava informazioni identificative personali di persone ignare che pensavano solo di suonare il campanello di una porta.

La redazione.

La Electronic Frontier Foundation ha scoperto che l’app Ring era “piena” di informazioni tracciate da terze parti, che venivano inviate a cinque società le quali immagazzinavano dati come nomi, indirizzi IP e reti mobili di appartenenza. “Ring” ha successivamente dichiarato che limiterà la quantità di dati condivisi.

Come molte aziende, Ring utilizza fornitori di servizi di terze parti per valutare l’utilizzo della nostra app mobile, che ci aiuta a migliorare le funzionalità, ottimizzare l’esperienza del cliente e valutare l’efficacia del nostro marketing“. Ma “Ring”, di fatto,  non stava proteggendo la privacy degli utenti.

Il pericolo nell’invio anche di piccoli quantità di informazioni è che le società di analisi e localizzazione siano in grado di combinare questi bit per identificare il dispositivo dell’utente“, ha affermato EFF.

E’ un’impronta digitale che segue l’utente durante l’interazione con le app. In sostanza viene data ai tracker la possibilità di spiare l’utente nella sua “vita digitali”.

Le cinque società identificate come destinatarie di informazioni erano:

Facebook, tramite la sua API Graph.

Branch, che si descrive come una piattaforma di deep-linking .

AppsFlyer, una società di big data.

MixPanel.

Crashalytics di proprietà di Google.

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Di questi, solo MixPanel è menzionato nell’informativa sulla privacy di Ring, insieme a Google Analytics, HotJar e Optimizely.

L’indagine di EFF ha testato Ring per Android, versione 3.21.1.

‘Spegnimento’

Amazon, che ha acquistato Ring nel 2018 e vende una gamma di telecamere di sicurezza domestiche e campanelli, è stata criticata per aver collaborato con almeno 200 forze dell’ordine per effettuare la sorveglianza tramite i suoi dispositivi. L’associazione per i diritti digitali “Fight for the Future” ha dichiarato che Amazon stava incoraggiando i vicini a spiarsi l’un l’altro. E nel 2019, ci sono stati casi di fotocamere che venivano hackerate. Un uomo dell’Alabama, il quale sostiene che un hacker ha parlato ai suoi figli tramite la sua videocamera “Ring”, sta conducendo un’azione legale contro l’azienda sulla sicurezza dei suoi prodotti.

Max Eliaser, uno degli ingegneri e sviluppatori del software di Amazon, ha invitato “Ring” a spegnere immediatamente i dispositivi.

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