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La Andersen International School sceglie le telecamere che “abbattono le barriere” in caso di didattica a distanza.

La Andersen International School sceglie le telecamere che “abbattono le barriere” in caso di didattica a distanza.

Si tratta di una soluzione che migliora l’interazione e l’esperienza scolastica dello studente se si dovesse ricorrere alle lezioni online per motivazioni legate al Covid.

Redazione.

A un mese esatto dal suono della prima campanella (in via Don Carlo San Martino, zona est di Milano, i cancelli si sono riaperti il 1°settembre) alla Andersen International School tutto procede secondo una nuova normalità: “Abbiamo voluto iniziare con un po’ di anticipo proprio per permettere ai ragazzi e ai genitori di interiorizzare le nuove regole. A parte qualche comprensibile paura a ridosso del primo giorno di scuola, devo dire che fin da subito le lezioni e la vita scolastica quotidiana hanno ripreso senza particolari problemi, secondo il nuovo corso all’insegna del distanziamento sociale, che qui è favorito anche dagli ampi spazi interni ed esterni di cui disponiamo. La nostra nuova routine ora è fatta di ingressi differenziati, disinfezioni continue delle persone e degli ambienti, mense con turni scaglionati e attività extrascolastiche individuali come i corsi di strumento musicale. Abbiamo invece deciso di sospendere quelle sportive di gruppo” afferma la direttrice Bianca Parravicini.

Certo ora non bisogna abbassare la guardia e, con l’arrivo della stagione fredda, bisogna predisporre tutte le misure necessarie per gestire eventuali situazioni legate al Covid, come casi di positività o periodi di quarantena preventiva. Tra le misure attuate prima dell’inizio della scuola, alla Andersen è stata allestita un’aula Covid dove isolare la persona con sintomi sospetti, insieme al “responsabile Covid”, figura richiesta dal Ministero e individuato tra il corpo docente. Nell’aula Covid sono presenti i presidi medico-sanitari richiesti dalla legge, come camice, guanti, mascherina e visiera monouso, oltre a uno spray per igienizzare l’aria. “Dal primo giorno, il nostro personale prova la temperatura nelle classi a campione con un termo scanner, proprio per diminuire il rischio che una persona, che presenti una temperatura superiore ai 37,5° resti troppo a contatto con gli altri”.

E quando un alunno dovesse assentarsi da scuola per un periodo prolungato per cause legate al Covid? Allora scatta la didattica a distanza. “In realtà, secondo le disposizioni ministeriali, questa possibilità viene data nel momento in cui viene accertata la positività. Noi abbiamo voluto attuare una prassi un po’ più stringente, che prevede due possibilità dal momento in cui il genitore ci comunicata l’indicazione del medico sui giorni di assenza da scuola: se vengono dati da 1 a 3 giorni di assenza, vengono condivisi con lo studente i materiali in lingua italiana e inglese, in modo che possa svolgere le attività a casa e consegnare i compiti al suo rientro. Se invece i giorni assenza sono 4 o più, allora inizia la didattica a distanza per lo svolgimento della quale, rispetto ai mesi scorsi ci siamo attrezzati in modo da rendere la partecipazione alle lezioni il più possibile reale. Abbiamo acquistato telecamere di ultima generazione, che si collegano facilmente al software di Google Meet e che danno all’alunno la sensazione di essere in classe, rendendolo maggiormente partecipe e invogliato a partecipare alla lezione”.

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Di piccole dimensioni e quindi molto maneggevoli, queste telecamere possono essere agevolmente spostate per ottenere inquadrature differenti e anche molto dettagliate, grazie all’alta risoluzione dell’audio e del video: è possibile ad esempio seguire il dito dell’insegnante che scorre sulla riga della pagina che sta leggendo.

Ci tengo a ribadire che queste disposizioni sono previste solo nei casi di assenza per cause legate al Covid e comprovate da certificato medico. L’invio del materiale didattico via mail o l’attivazione della didattica a distanza sono opportunità messe e disposizione della scuola, ma la scelta di usufruirne o meno è rimessa totalmente alla volontà delle famiglie, in base alle condizioni di salute e alla situazione in casa” conclude la direttrice.

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Anno II N°10 Ottobre 2020

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