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Mappare nuovi territori.

Mappare nuovi territori.

Un confronto a più voci sui Fjord Trends 2021.​​​​​​ Giovedì 1 luglio al MEET riflessioni su nuovi stili di vita, mercato del lavoro, creatività e arte digitale.

Redazione.

Il 2020 ha costretto il mondo a riconsiderare tanti aspetti della nostra vita. Al centro dell’appuntamento “Mappare nuovi territori. Un confronto a più voci sui Fjord Trends 2021”, organizzato da MEET in collaborazione con Accenture Interactive, c’è il report che annualmente Fjord elabora con l’obiettivo di studiare le dinamiche che riguardano le imprese, i consumatori e la società, per anticipare visioni e trend che si affermeranno nel prossimo anno. 

La discussione avrà luogo giovedì 1 luglio alle ore 17.30 al MEET Digital Culture Center, in un evento phygital, in presenza e online, nella Sala Immersiva del MEET e in diretta streaming sul sito di MEET

Secondo il report di Accenture la pandemia ha permesso di mettere a fuoco ciò che è importante per le persone, riaccendendo il senso di appartenenza alla comunità e ha fatto emergere la capacità di innovare anche tra le mura domestiche. Questo cambiamento porta con sé innumerevoli sfide per le imprese, che devono capire come evolvere non solo dal punto di vista operativo, ma anche nella loro capacità di dialogare e comunicare con i diversi stakeholder per soddisfarne le aspettative. L’ingegno umano tornerà ad essere protagonista, stimolando un’ondata di innovazione destinata a plasmare i decenni a venire, proprio in relazione alla crisi mondiale causata dal Covid19, che ha ridefinito il funzionamento complessivo della società e della sua economia. 

Il pubblico in sala e la community in streaming saranno coinvolti in una riflessione sul nostro futuro, partendo dalle considerazioni di Mark Curtis, cofondatore di Fjord, la unit che si occupa di design e innovazione all’interno di Accenture Interactive. 

A seguire il dibattito, moderato da Maria Grazia Mattei, Founder e Presidente di MEET, toccherà argomenti diversi ma profondamente legati tra di loro: l’evoluzione del design e delle esperienze con Ashley Benigno, Responsabile di Fjord in Italia; l’innovazione con Stefano Mirti, progettista e insegnante, presidente di Fondazione Milano; la trasformazione del mercato del lavoro con Gianfranco Chimirri, Global Human Resources Director di Unilever Food Solutions e, infine, la creatività con Mattia Carretti dei fuse*, artisti che esplorano le possibilità espressive date dall’uso creativo delle tecnologie digitali. 

Il phygital talk verrà trasmesso giovedì 1 luglio alle 17.30 dal sito di MEET. Sarà possibile l’interazione fra speaker, ospiti presenti nella Sala Immersiva e community online con l’ormai consueto format che mescola divulgazione ed audience engagement, grazie a strumenti di interazione e linguaggi visivi differenti come Sli-do.

I posti in Sala saranno riservati alla stampa, chi desiderasse partecipare in presenza può mandare il suo nominativo a costanza.falco@meetcenter.it
Qualora si preferisse partecipare in streaming, è necessario registrarsi qui​​


Fjord Trends 2021 sono sette e influenzeranno il business, il comportamento dei consumatori e la società, contribuendo a plasmare il Rinascimento del XXI secolo: 

  1. Collective displacement – smarrimento collettivo: nell’anno passato, le persone sono state accomunate da un senso di smarrimento collettivo e al tempo stesso da un impulso a trovare nuovi modi e luoghi per fare sia ciò che serve sia ciò che amiamo fare. Il nostro modo di lavorare, di acquistare, di imparare e di socializzare… tutto è cambiato. 
  2. Do-it-yourself innovation – l’innovazione “fai da te”: l’innovazione scaturisce sempre più dalla capacità delle persone di trovare nuovi modi di fare le cose o soluzioni per affrontare le sfide. La tecnologia ha un ruolo principe, aiuta, infatti, le persone a mettere a frutto il proprio ingegno contribuendo così a far emergere la creatività di ognuno. Da un periodo in cui ci si aspettava che un brand offrisse già una soluzione pronta all’uso, si sta passando ad uno in cui si creano le condizioni per l’innovazione personale. 
  3. Sweet teams are made of this – il team giusto è fatto così: chi lavora da remoto ora vive nel proprio ufficio, cosa che sta avendo un effetto enorme sulle aspettative reciproche tra datore di lavoro e lavoratore. La prospettiva di una vaccinazione di massa non modifica il cambiamento in atto: il passaggio ad un nuovo modo di intendere ed organizzare il lavoro e i team. 
  4. Interaction wanderlust – desiderio di nuove interazioni: le persone trascorrono sempre più tempo interagendo tramite degli schermi e, di conseguenza, hanno notato una certa omogeneità dovuta al design standardizzato delle esperienze digitali. Le imprese devono ripensare ai contenuti e all’interazione con i loro interlocutori aggiungendo qualche sorpresa alle esperienze via schermo. 
  5. Liquid infrastructure – infrastruttura liquida: è cambiato il modo in cui le persone fanno shopping e fruiscono dei servizi, per questo le imprese devono ripensare la loro catena di distribuzione. Flessibilità e resilienza sono fondamentali affinché le imprese si adattino molto velocemente al cambiamento in atto, magari ponendo un’attenzione particolare al tema della sostenibilità.
  6. Empathy challenge – sfida all’empatia: le persone tengono molto in considerazione i valori alla base di un brand e anche le cause che esso sostiene. La pandemia ha acceso i riflettori su delle situazioni sociali ingiuste presenti in tutto il mondo. Ne consegue che le imprese devono gestire la narrazione che definisce i loro brand, stabilendo le priorità cui tengono di più e basando il proprio comportamento su di esse. 
  7. Rituals lost and found – rituali perduti e ritrovati: l’interruzione dei rituali sociali ha avuto un impatto significativo sul benessere collettivo. Questo trend segnala alle imprese l’opportunità di poter contribuire alla ricerca di un senso da parte delle persone, tramite nuovi rituali che possono dare felicità e conforto. Punto di partenza è la comprensione dello spazio lasciato vuoto da un rituale che non c’è più per poter creare, disegnare, qualcosa che ne prenda il posto. 
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