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Netconsulting Cube fotografa lo scenario globale del sistema salute.

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La sanità alla prova della Value Based Healthcare

La Redazione

Netconsulting Cube, realtà storica nel settore delle analisi di mercato e della consulenza ICT, nel suo Osservatorio eHealthLab – la sanità italiana alla prova della Value Based Healthcare, ha messo in luce alcune fondamentali evidenze del sistema salute e le necessarie evoluzioni che lo attendono.

Il presupposto.

La spesa sanitaria globale è in continua crescita: secondo uno studio di Deloitte nel periodo 2018-2020 continuerà ad aumentare a un tasso medio annuo del 5,4%. Invecchiamento della popolazione e aumento delle malattie croniche, sono due degli aspetti che stanno influendo in maniera significativa su tale crescita.

Il ruolo delle tecnologie.

In questo scenario, il ruolo delle tecnologie digitali risultano essere fondamentali: le innovazioni digitali devono essere impiegate per fornire assistenza personalizzata, prendere decisioni cliniche adeguate, consentire agli utenti di vivere stili di vita più sani e migliorare l’accesso ai servizi di assistenza della popolazione.

L’OMS sul digitale.

Ad Aprile 2019, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ribadito l’importanza della sanità digitale per affrontare le sfide di salute del prossimo futuro.

L’applicazione del digitale alla sanità si traduce in una leva di semplificazione e miglioramento dei servizi sanitari offerti in una logica di continuità.

Focus sull’Italia.

Secondo l’Osservatorio E-HealthLab 2019, il mercato della sanità digitale in Italia nel 2018 ammonta a 1,722 milardi di euro, con una crescita del 4,2% rispetto al 2017.

Il mercato continua ad essere caratterizzato da una elevata frammentazione tra i vari soggetti del settore. Il processo di digitalizzazione in atto nel nostro Paese è articolato, lungo e complesso perché il nostro è un sistema composta da “sistemi regionali” che operano secondo modelli specifici.

La prima voce di spesa in ambito sanitario, per quanto riguarda l’Italia, è la gestione della macchina operativa che assorbe il 75-80% delle risorse; una macchina decisamente onerosa. D’altro canto, la progettualità negli ambiti innovativi che anticipano una sanità orientata al valore che sfrutti appieno le potenzialità offerte dal digitale, evidenzia una bassa propensione complessiva. Per il nostro Paese, questi aspetti sono allarmanti.

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Anomalia italiana: 2500 euro di spesa sanitaria procapite vs 28 euro di innovazione procapite.

Se è vero che la sanità sta facendo sempre più suo l’aggettivo “digitale”, così come sta accadendo in altri settori, non si può non tener conto dell’arretratezza e dell’utilizzo improprio delle risorse disponibili in Italia. E’ necessario, pertanto, ai fini dell’adeguamento al trend digitale internazionale in ambito sanitario, reperire risorse destinate alla digitalizzazione per innovare il settore. Occorre, quindi, per quanto riguarda il nostro Paese, lavorare alla digitalizzazione dei processi in logica di valore.

Per l’Italia, è difficile parlare di Digital Transformation se, a fronte di una spesa sanitaria procapite pari a 2.500 euro nel 2018, si spendono appena 28 euro a testa per l’innovazione!

Nell’ottica di un imprescindibile allineamento con le altre realtà digitali europee, è obbligatorio per l’Italia spendere meglio, generare risparmi, ridurre gli sprechi, investire nell’innovazione.

Il sistema sanitario italiano, che garantisce l’accesso alle cure a tutti i cittadini (e questa è una grandissima conquista sociale), potrebbe trarre giovamento da un approccio condiviso basato sulla Value Based Healthcare, al fine di ridurre gli sprechi e gestire al meglio le risorse per concentrarsi sui sistemi innovativi digitali a supporto dei processi di cura, sulla prevenzione e sulle dinamiche decisionali.

“Se dunque la strada è tracciata e la direzione è senz’altro quella della Value BAsed Healthcare – afferma Annamaria Ruscio, amministratore delegato di Netconsulting Cube – in Italia sarebbe opportuno immaginare un coordinamento maggiore tra le espierenze che si stanno effettuando, una visione e un approccio omogenei e che mettano al centro di ogni progetto la misurabilità del valore dello stesso, per il singolo e per la collettività”.

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