Paura delle cripto?

Di recente Consob e Banca d’Italia hanno avvertito i risparmiatori sui rischi degli investimenti in criptovalute. Ieri, molte banche americane hanno fatto sapere (NYDG) di essere pronte ad offrire ai propri clienti l’acquisto diretto di moneta digitale. Paura di perdere potere e primati?

di Giovanni Pugliese. Foto di Thought Catalog 

I maggiori organi di governo finanziario italiani hanno bollato le criptovalute come

Asset speculativi più che sistema di pagamenti. Bisogna attenzionare in particolare i piccoli risparmiatori sugli elevati rischi connessi con l’operatività in cripto-attività che possono portare la perdita integrale delle somme di denaro utilizzate.

Minenna (Dg Dogane)

In queste parole c’è un evidente timore di perdere qualcosa: potere? clienti? primato? Forse un pò di tutto questo. Tuttavia, si denota anche una certa mancanza di conoscenza della materia “valuta digitale”, della tecnologia blockchain e delle sue molteplici applicazioni. Sta di fatto che le criptovalute sono una realtà pressoché imprescindibile della nuova finanza. Le criptovalute non saranno lo strumento di pagamento del futuro; le criptovalute SONO lo strumento di pagamento del presente, di oggi, della nostra contemporaneità storica.

Chi accetta le criptovalute come strumento di pagamento?

Non si contano più le imprese piccole e grandi, gli esercizi commerciali piccoli e grandi, le grandi e grandissime banche che, oltre ad accettare come sistema di pagamento le valute digitali, invitano i propri clienti ad investire nella famiglia delle cripto. Qualche recente esempio:

  • Turchia. A febbraio la Turchia ha bannato le criptovalute. La conseguenza è stata una autentica fuga in massa in Germania di piccoli e grandi traders. Oggi, la stessa Turchia vorrebbe diventare custode di Bitcoin. Il Governatore della CBRT, la Banca centrale turca, ha negato qualsiasi divieto nei riguardi delle cripto e ha avanzato l’intenzione di creare una nuova banca depositaria, destinata a detenere i fondi crittogrtafici.
  • Cina. Il gigante asiatico dell’e-commerce JD.com ha annunciato che pagherà gli stipendi ai suoi dipendenti in valuta digitale. La società cinese ha inoltre reso noto che utilizzerà monete digitali anche per i pagamenti business-to-business.
  • Tesla. Elon Musk, dopo aver fatto trading sulle cripto facendo guadagnare miliardi di dollari alle sue società, ha annunciato che sarà possibile acquistare la Tesla con i Bitcoin.
  • Europa. La BEI, Banca Europea degli Investimenti, una delle istituzioni bancarie e finanziarie più importanti in Europa e nel mondo, userà la blockchain di Ethereum, la seconda criptovaluta dopo Bitcoin per capitalizzazione, con relativa emissione di Bond.

E potremmo continuare ad allungare la lista fino alla noia.

A questo punto sorge spontanea la domanda: le fibrillazioni di Banca d’Italia, Consob, Hedge Fund tradizionali e nazioni intere di fronte alla domanda di criptovalute e alla loro crescita non sarà per caso paura di perdere la propria dominance sui mercati finaziari?

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