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Più c’è ottimismo più si compra.

Più c’è ottimismo più si compra.

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Starting Finance, la più grande community italiana di millennials appassionati al mondo economico-finanziario, ci spiega borse e mercati finanziari nei giorni del fermento Pfizer.

Redazione.

Luce in fondo al tunnel? I mercati finanziari anticipano l’economia reale e credono alle buone notizie sul vaccino della Pfizer. Importanti gli ordinativi già richiesti dalla Commissione Europea alle grandi aziende che sono pronte a rifornire l’Italia di oltre 27 milioni di dosi dall’inizio del 2021. Risultati più che promettenti, secondo Roberto Burioni, il noto virologo e divulgatore medico, e questi giorni di novembre e dicembre potrebbero essere gli ultimi di grande sofferenza per i pazienti e di grande pressione per il servizio sanitario. Le autorità si mantengono prudenti, ma la strada verso l’uscita dalla pandemia potrebbe essere stata imboccata.

Ma quali sono i meccanismi che dalla semplice notizia d’agenzia trasmettono stimoli ai mercati finanziari? “Le borse hanno iniziato a valutare potenzialmente l’impatto che potrebbe avere il vaccino di Pfizer con i test che sono andati molto bene rispetto alle aspettative”, spiega Marco Scioli, presidente di Starting Finance, community finanziaria forte di una fanbase da oltre 200mila followers sui social network: “Tipicamente queste fluttuazioni avvengono nel momento in cui arrivano notizie abbastanza fresche. Il mercato tende a seguire il comportamento delle persone, perché a un certo punto si inizia a sentire ottimismo e più c’è ottimismo più si compra ed ecco che il prezzo sale. Al contrario, nel momento in cui arrivano notizie negative improvvise che potrebbero andare ad influenzare i mercati, inizia a diffondersi il panico tra gli operatori e quindi il mercato scende. Quando il vaccino sarà ufficiale, pronto e finito, allora questo assetto potrebbe consentire una crescita stabile dei mercati, per ora sono certamente fluttuazioni tipiche”. 

Ci sono poi sistemi, spiega Scioli, che connettono con la stessa forza l’economia finanziaria all’economia reale e al tessuto economico e produttivo del paese. “È chiaro che l’impatto che il virus ha avuto, anche se dovesse chiudersi tutto oggi e come per magia ecco un vaccino dato a 7 miliardi di persone in un minuto, nulla cambierebbe circa gli effetti che il virus ha avuto sull’economia reale, molto più alti di quelli che per ora ha avuto sui mercati finanziari. Di più”, spiega ancora Scioli, “se il vaccino non si rivelasse funzionante il mercato andrebbe a stornare questa prospettiva di crescita. È un po’ questo il rischio quando i mercati finanziari anticipano notizie ufficiali”.

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In questa fase pandemica, così particolare per il pianeta e dunque anche per il mercato globale, gli equilibri degli investimenti e delle competenze si riassestano. Segmenti industriali discendono e altri confermano le proprie prospettive di crescita. “Il settore farmaceutico è quello un po’ più da tenere sott’occhio”, conferma Scioli, “come d’altronde tutte le aziende che fanno parte anche del comparto biotecnologico. Altri ambiti da non sottovalutare in questo periodo sono sicuramente la robotica e l’intelligenza artificiale, che avranno senza dubbio un ruolo sullo studio e sulle tecnologie da adottare nella farmaceutica per vincere il virus”.

 

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