Sulla piattaforma MyMovies: “Diary”, opera monumentale di David Perlov.

Diary è un racconto filmico in forma intima della complessa storia israeliana tra il 1973 e il 1983, in cui il grande artista e documentarista si confronta con i drammi della sua epoca, le guerre, le difficoltà quotidiane, ma anche con la gioia di vivere.

Redazione.

Nato in Brasile, viaggiatore per vocazione, fino all’arrivo in Israele e a Parigi dove si forma artisticamente: l’omaggio a David Perlov, una figura da scoprire per il pubblico italiano, è uno dei principali appuntamenti della XIII edizione di Archivio Aperto, la manifestazione che ogni anno apre – quest’anno virtualmente, con la programmazione online – le porte di Home Movies – Archivio Nazionale del film di famiglia di Bologna e del suo patrimonio filmico privato e sperimentale (fino al 7 dicembre, su www.archivioaperto.ithttps://www.mymovies.it/ondemand/archivio-aperto/ e https://www.facebook.com/archiviohomemovies).

Fino al 7 novembre sarà infatti visibile (su piattaforma MyMoviesDiary, la sua opera più monumentale: il film, trasmesso in 6 parti trasmesse a cadenza giornaliera da Channel 4 per la prima volta nel 1983 – e visibile ad Archivio Aperto analogamente alle attuali serie di Netflix – è un film-fiume intimista e universale, dove i drammi della storia di Israele s’incrociano con le vicende personali, con la moglie e le due figlie che crescono davanti alla cinepresa. Gli amori, i tradimenti, i dilemmi esistenziali, i viaggi ricorrenti – in Brasile, il paese d’origine, a Parigi, dove è diventato cineasta – gli incontri con artisti, intellettuali, cineasti mitici, da Klaus Kinski a Joris Ivens a Claude Lanzmann.  Diary è considerato un capolavoro della cinematografia israeliana, omaggiato in tutto il mondo: dopo i passaggi televisivi negli anni ottanta è stato mostrato da centri cinematografici e artistici internazionali dal MoMA di New York al Centre Pompidou di Parigi al CCCB di Barcellona e presentato nel 2017 a Kassel per Documenta, dove Perlov è stato omaggiato con una retrospettiva.
La figliaYael Perlov, oggi cineasta impegnata, sarà protagonista venerdì 30 ottobre alle ore 18 dell’incontro (Facebook Live in inglese https://www.facebook.com/events/2665672463653529/On Diary, a cura di Giulia Simi (Università di Sassari).  Montatrice, docente e produttrice, Perlov parlerà del suo lavoro di montaggio per la monumentale opera del padre e dell’esperienza unica umana e produttiva di Diary, un’opera appassionante e ricca di suggestioni, molto amata in tutto il mondo dagli studenti di cinema per le continue riflessioni sull’atto di filmare, ma pure del documentario come forma politica e poetica, pratica di narrazione del sé, intreccio con la letteratura e le arti. 

DIARY (1973-1983). David Perlov – MyMovies, fino a sabato 7 novembre
L’opera monumentale di David Perlov (1930-2003) racconta in forma intima la complessa la storia di Israele dal 1973 al 1983, attraverso gli occhi di un grande documentarista, che si confronta con i drammi della sua epoca, le guerre e la difficoltà (e la gioia) di vivere della sua famiglia, Diary si apre con riprese dalla finestra di casa a Tel Aviv e con queste parole: “Maggio 1973, compro una cinepresa. Voglio filmare da solo e per me stesso. Il cinema professionale non mi attrae più. Cerco qualcosa d’altro. Voglio avvicinarmi al quotidiano. Soprattutto, nell’anonimato. Ci vuol tempo per imparare a farlo.”
Le riprese dalla finestra con la cinepresa 16mm saranno ricorrenti nel film in 6 parti di un’ora ciascuno, co-prodotto e trasmesso per la prima volta da Channel 4, un capitolo al giorno per una settimana. Un film-fiume intimista e universale (che oggi paradossalmente via web può essere fruito al pari di un’appassionante serie-tv), dove i drammi della storia s’incrociano con le vicende personali con la moglie Mira e le due figlie Yael e Naomi che crescono davanti alla cinepresa, gli amori, i tradimenti, i dilemmi esistenziali, i viaggi ricorrenti (in Brasile, dove Perlov è nato, a Parigi, dove si è formato artisticamente e dove è diventato cineasta), gli incontri con artisti, intellettuali, cineasti mitici (come K. Kinski, J. Ivens, C. Lanzmann) e amici di tutto il mondo.

I capitoli di Diary
Capitolo 1 – 1973-1977
Mira e le gemelle: Yael e Naomi. La Guerra del Kippur. Tornare a San Paolo dopo vent’anni. Insegnare alla Tel Aviv University. Klaus Kinski. Nathan Zach, Isaac Stern. Il nuovo appartamento. Fela canta. Con Mira a Eilat. Romaine nel Midi, Marguerite, Abrasza, Saadat in Israele. La marcia verso Gerusalemme.

Capitolo 2 – 1978-1980
Il cimitero dei pionieri. Yael e Naomi si arruolano nell’esercito. L’aria di Bach e i tre bambini. Lo specialista dell’occhio e Bonnard. Un film sul Ladino. Ancora “Angelitos Negros”. Naomi parla di Piero della Francesca. Yael tradita. Con Mira a Creta. La donna mulatta.

Capitolo 3 – 1981 – 1982
Le elezioni. Naomi parla de “Le Sang des bêtes”. Il suicidio di Abrasza. Pierre Goldman. Joris Ivens. Yael parla di montaggio cinematografico. La riva del mare. Julio e Fela ancora a Tel Aviv. Batucada. Naomi e Jean Marc. La lezione di francese. La prima protesta contro la guerra in Libano.

Capitolo 4 – 1982 – 1983
La guerra in Libano. Cantata Alexander Nevski. Goya, il più grande reporter di guerra. Il compleanno di Yael. Funerali. Sabra e Shatila. Cent’anni di solitudine. Yael parla del suo servizio militare. Sharon si rifiuta di dimettersi. Naomi in riva al mare. Emil Greentweig. Un arcobaleno.

Capitolo 5 – 1983
Poissoniere St. – la sinagoga e la chiesa. Koln, Amsterdam, Londra. La convalescenza. Irving Howe. Gare de l’Est. Naomi alla Scola Cantorum. Giochi d’azzardo con la macchina da presa. Yael lavora a “Shoah”. Claude Lanzmann. Andre Schwartz-Bart. Yael si trasferisce vicino a Notre Dame. Parigi in agosto.

Capitolo 6 – 1983
San Paolo. Il quartiere ebraico. Jardim da Luz e la stazione ferroviaria. Fawzi – l’amico libanese. Rio de Janeiro. Una processione religiosa. Ouro Preto. Tiradentes, Aleijadinho. Tornare a Belo Horizonte. I tram di Lisbona. Ave Maria.

Biografie
David Perlov è nato a Rio de Janeiro il 9 giugno 1930. La sua vocazione artistica, tuttavia, lo ha portato prima a Parigi, dove è rimasto per sei anni, studiando alla ‘Ecole des Beaux Arts’ e successivamente presso l’atelier di Arpad Szenes. Le tendenze prevalentemente astratte della scena artistica internazionale negli Anni ’50 non soddisfacevano Perlov, e il suo bisogno di cimentarsi con soggetti più umani lo avvicinò al cinema. Divenne assistente di Henri Langlois, il fondatore e direttore della Cinematheque française, e lavorò come montatore con il regista di documentari Joris Ivens. Nel 1957 Perlov diresse il suo primo film Old Aunt China, basato sui disegni di una bambina, che aveva rinvenuto nel seminterrato della casa dove viveva. A seguito del processo Eichmann, Perlov realizzò In The Blood Live, il primo film israeliano accettato alla Mostra del Cinema di Venezia, dove fu premiato con una menzione d’onore. Il suo film successivo, Old Age Home, gli valse il premio della Fondazione Van-Leer. Il film stabilì un nuovo stile e una nuova libertà per il cinema documentario in Israele. Dopo la sua grande opera Diary (1983), Perlov si dedicò a un nuovo lavoro, questa volta in video: Revised Diary. I tre film da un’ora ciascuno “Sheltered Childhood”, “Day to Day and Rituals” e “Back to Brasil”, sono incentrati su argomenti specifici, a differenza l’opera-fiume del precedente Diary. David Perlov è morto il 13 dicembre 2003.

Yael Perlov è un’affermata produttrice e montatrice di lungometraggi, nello specifico documentari. Tra questi: Diary, (David Perlov 1973-83), Late Marriage, (Dover Kosashvili, 2001), The Settlers (Ruth walk, 2003), A Room of Your Own – Women Writers (2003-2009) e Ben-Gurion, epilogue (2017), che riporta alla luce un’intervista perduta con uno dei più importanti politici della storia del dopoguerra. È anche direttrice artistica e co-produttrice di Jerusalem Moments (2009-2010), una serie di dieci documentari girati da palestinesi e israeliani e Coffee between Imagination and Reality (2010), una serie di cortometraggi di studenti, prodotti dall’Università di Tel Aviv.  Il progetto Water, realizzato da studenti israeliani e palestinesi, ha aperto la Settimana della Critica al Festival del Cinema di Venezia nel 2012. Dal 1994, tiene workshop e insegna montaggio presso il Dipartimento di Cinema della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Tel Aviv. Dal 2005, Yael Perlov si occupa della conservazione e della promozione delle opere del padre.

Dal 2002 l’Archivio Home Movies raccoglie, cura, cataloga, valorizza il patrimonio audiovisivo per conservare quell’affascinante bacino di memoria in pellicola che sono i film privati – 9,5mm Pathé Baby, 16mm, 8mm, Super 8 – custodi di un inconsapevole quanto prezioso valore documentaristico, cui si aggiungono film sperimentali, film industriali e i più recenti video in formato analogico. Archivio Aperto è l’appuntamento annuale dedicato alla valorizzazione del patrimonio che conserva e alle variegate produzioni storiche e artistiche del cinema privato e indipendente.
www.homemovies.it
www.archivioaperto.it

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